Made in Italy
DAL 28 GENNAIO AL 10 FEBBRAIO 2012
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Sabato 28 gennaio 2012 s’inaugura alle ore 18.30 presso la Galleria Vista in via Ostilia 41 a Roma, la mostra collettiva “MADE IN ITALY” degli artisti: Niki Barbati, Classe 64, Davide D’Ambra, Mitia Dedoni, Angelo Facchini, Matteo Giachetti, Davide Giargia, Carmelita Iezzi, Massimo Margagnoni, Maria Stella Todarello, Matteo Zannoni
Centro d’Arte Vista
Presenta
MADE IN ITALY Mostra collettiva
DURATA: Dal 28 Gennaio AL 10 Febbraio 2012
INAUGURAZIONE: Sabato 28 Gennaio ore 18.30
ORARI: Dal Martedì al Venerdì 15.30 – 19.30; Sabato 17.30 – 20.00
LUOGO: Galleria Vista, via Ostilia 41 (Colosseo), Roma
CURATRICE: Michela Melis
INFO: info@vistatv.it; www.vistatv.it
TEL: 0645449657
“Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
In questo contesto Vista presenta la mostra collettiva “MADE IN ITALY” curata da Michela Melis.
In questo particolare momento dobbiamo riaffermare il nostro orgoglio di essere italiani e quale modo migliore di farlo se non con l’ARTE, l’eccellenza che ha reso l’Italia uno dei paesi più belli? Per questo il tema dell’ esposizione è l’uso del linguaggio fotografico per descrivere il mondo per raccontare il punto di vista dell’attuale fotografia italiana.
Artisti
Gli angeli che ti guardano dal ponte, un barcone diroccato sul Tevere, il caos minaccioso di un cielo plumbeo o le perfette geometrie del Borromini. E' una Roma diversa, insolita e mai caotica quella che cerco di ritrarre. Panorami quotidiani che sembrano inediti per l'uso quasi psichedelico del colore o per la sofficità del bianco nero a tratti onirico. Il cielo diventa protagonista e toglie spazio al Tevere. La cosa più bella? Passeggiare per Roma o per New York, perdersi nella Sicilia barocca o tra le luci di Las Vegas per vedere quello che gli altri non vedono, fermandomi quando capita a cogliere immagini di quotidiana solitudine.
ho poco da dire riguardo a questa mia grande passione; riempie le mie giornate e parafrasando una delle poesie più famose di Ungaretti "m'illumino d'immenso" grazie a lei.ho poco da dire riguardo a questa mia grande passione; riempie le mie giornate e parafrasando una delle poesie più famose di Ungaretti "m'illumino d'immenso" grazie a lei.
Bisogna guardare due volte. I personaggi delle fotografie di Davide D'Ambra sono comparse su un palcoscenico metafisico: emergono dall'ombra più nera illuminati dalla luce nitida dei fari, circondati dalle linee e costruzioni geometriche della scena e compiono gesti simbolici e teatrali. Eppure sono anche profondamente veri, vivi e presenti, gesticolano davanti ai nostri occhi tanto che sembra di udirne i suoni e le voci, sono circondati da oggetti reali e materici e quella luce in realtà è il sole tagliente delle nostre città. (Lucio Beltrami)
si avvicina in modo graduale al mondo della fotografia , in particolare al fine art. Cresce e si affina a contatto con importanti autori versiliesi dai quali trae ispirazione per il suo percorso artistico rivolto alla ricerca di una visione molto intima e personale del percettibile, ricerca che porta sovente ad una interpretazione impressionista.
fotografo poliedrico con la predilezione per i paesaggi (naturali ed urbani). Mi piace rappresentare i colori forti della natura. Trovo ispirazione nella morbidezza delle nuvole, mi piace il loro candore, la loro forza espressiva, i larghi spazi dove si perde l’occhio, incamminandosi con l’immaginazione verso l’infinito; la semplicità degli elementi. L’albero, una quercia isolata in un campo di grano, tempo di raccolta: giugno; il calore del sole, la sua luce sono segni distintivi della mia terra: la Puglia.
è un fotografo, un artista del tempo… del fermo immagine… di istanti che racchiudono figure, vite, esistenze… Ma la sua fotografia non rimanda ad altro solo per associazione… le sue foto sono davvero delle stratificazioni di realtà diverse… Sono diverse foto sovrapposte a creare un’amalgama zibaldonica che riesce, per converso, a creare un ordine nel momento in cui si localizza al presente… nell’istante stesso in cui viene fruita. Il postmoderno che si fa fumetto, segno, foto, istante… un lavoro che richiama, attraverso soluzioni cromatiche pindariche, archetipi metropolitani… urbani e allo stesso tempo emotivi, soprattutto emozionali. (Andrea Fatale)
nato a Asti il 14/10/1974, sin dalla prima infanzia mi appassiono al mondo della fotografia e alle emozioni che essa può trasmettere , la ricerca e lo sviluppo sia in campo analogico e successivamente nel campo del digitale sono alla base di immagini come Small Ruin in cui si propone all' osservatore un' opera dai toni pittorici e coinvolgenti.
utilizzo il bianco e nero nei miei lavori creativi. Attraverso una visione onirica (intesa anche come espressione di viaggio interiore) unita all'interesse per la storia dell'arte e per la cultura ellenica che sono il filo conduttore dei mei lavori, cerco di rappresentare i miei stati d'animo e questo lo proietto nei ritratti e nella misticità che solo il bianco e nero riesce a donare ad una fotografia.
il percorso che ognuno di noi affronta nella vita senza mai pensare a ciò che accadrà a volte lungo a volte breve ma pur sempre una strada. Strade sempre affollate, strade sempre accese, ma pur sempre fedeli che ci conducono ovunque. Strade a volte che ci conducono verso la salita della vita, difficili da percorrere con tanti ostacoli da superare, le strade della vita ci possono portare anche alla libertà alla gioia o al dolore ma pur sempre rimango strade.
l’angolo della guerra persa Scatto fatto a S'Agata del Bianco, provincia di Reggio Calabria. Sono raffigurati due ragazzi distesi come se fossero stati abbattuti, non da truppe o eserciti, ma si parla della quotidianità e del futuro che un domani Noi giovani non troveremo, in un Sud, in questo Sud ove vige la regola che il più forte schiaccia il debole.
Il mio lavoro nasce e si sviluppa intorno all'uomo ed al suo ambiente. Amo la fotografia che racconta ed evoca delle storie, cerco di approfondire l'estetica della streetphotography e del reportage. Per fare questo mi muovo nella città come un attento osservatore, nel rispetto dei miei soggetti ma sempre pronto a cogliere l'attimo. Utilizzo sia fotocamere analogiche che digitali, preferibilmente macchine "leggere", funzionali alla mia fotografia.
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